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Nota importante: le vignette sono state disegnate nel momento in cui l'India dichiara di limitare la libertà dell'Ambasciatore Italiano violando il suo status e le norme internazionali che lo regolano.
I Maro' erano allora in Italia e nessuno ancora aveva pensato di rimandarli in India.
Fin dal momento in cui una nave è stata invitata in un porto ed è stata "abbordata" hanno prevalso una strana forma di "furbizia" (che vedo spesso applicata anche in alcuni ambiti lavorativi a scapito dei più semplici diritti) e la tendenza alla "legge del taglione" e poco l'applicazione dei principi basilari del diritto e del diritto internazionale.
Tutto questo allontana l'evoluzione di questa storia da quella che e' la ricerca della verità e della giustizia, delegittimando la posizione di coloro che "la hanno urlata e la urlano a gran voce" ma non si sono impegnati a raccogliere elementi che la supportano ed, ora, ne fanno quasi un elemento di "contrattazione negoziale o commerciale o di politica internazionale" o di "consenso politico locale".
Come si fa a dire: <<... non preoccupatevi non rischiano la pena di morte al massimo 7 anni...>>. Se queste persone non sono imputabili per l'uccisione dei due pescatori indiani neanche un giorno dovrebbe essere loro dato ... Se lo sono invece rispetto a che norme e a che prove...
Invece ci scontriamo di fronte ad un approccio che nella sua "furbizia" dimostra un livello di potere che non riconosce i diritti umani e mercifica la vita o ne è indifferente ma che si imbella dicendo il contrario.
Una "furbuzia" che non lavora per cercare le soluzioni ma che si "industria" a raffazzonare situazioni in una "grottesca commedia dell'orrore", che non cerca risposte perchè sa che le dovrebbe estendere e riconoscere al suo interno ed allora preferisce proporre spot elettorali e nazionalismo nei confronti del "diverso" e dello "straniero".
Quanto è lontano Gandhi, il suo pensiero e i suoi valori.