A parte il discorso del debiti pubblici che e’ veramente legato alla politica e nella consapevolezza che non tutti i debiti hanno lo stesso “sapore” e valore, qualche riflessione sul modello che regola la finanza internazionale si puo’ anche fare
Le borse erano nate come entita’ locali che operavano all’interno di uno spazio limitato e dove la scelta di chi ci accedeva era consapevole e libera. Lo era perche’ chi vi accedeva doveva assumersi tutta una serie di rischi che, invece, erano limitati all’esterno del sistema bancario e creditizio (ovviamente anche qui con pesi e sfumature diverse rispetto al peso e ruolo che i singoli paesi avevano deciso di assegnare al sistema borsa rispetto al sistema creditizio/bancario nella regolazione del credito e del finanziamento). All’interno di questi rischi vi era anche quello di trovare coloro che anziche cercare una semplice fonte di finanziamento ai propri impieghi, alla attivita’ di varia natura svolta, si trovavano in borsa in una funzione puramente speculativa. Questa componente e’ sempre esistita e faceva parte forse anche della natura stessa del finanziamento e della copertura di alcune attivita’ che rappresentavano, per cosi dire, una “scommessa” per la natura delle stesse e che erano meno propense ad essere direttamente inglobate nei portafogli di una banca, soprattutto con il passare del tempo e soprattutto in quelle nazioni dove il sistema bancario, almeno quello ordinario, aveva preso un ruolo piu’ prudenziale con una categorizzazione degli impieghi (e delle fonti) piu’ “prudenziale” e che spesso era anche un perno sostanziale della stabilita’ sociale, dello sviluppo economico e del “microcredito” dedito allo sviluppo del tessuto industriale e commerciale e
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