martedì 17 settembre 2013

La "parte", gli "spreads", i "likes"

Senza entrare ad analizzare e discutere su quello che descrive l'articolo (è una lettera personale, ognuno può avere il suo giudizio a proposito): http://www.giornalettismo.com/archives/1098941/la-lettera-di-bernardo-caprotti-al-corriere-della-sera/ 

l'opinione personale di questo imprenditore mostra una interessante visione perché in alcuni casi ci spiega o potrebbe spiegare, ad esempio, il perché dell'impossibilita di analizzare le cose e definirle e trovare le soluzioni. In realtà abbiamo altri tipi di differenziali (spreads) che regolano la vita nazionale e che scendono a toccare la normale esistenza quotidiana: uno spread misura "l'essere di parte" ed un altro misura "i potenziali vantaggi/svantaggi reali o percepiti del non esserlo". Infine un "terzo, molto personale, è la combinazione di questi due (quasi un "indice"). L'italiano, nell'affrontare la sua avventura quotidiana, si misura con questi "strumenti" anche solo per esprimere una opinione o mettere un "like" su un social network. 

"I guelfi e i ghibellini"

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